Le lezioni proposte

A1FaccinaGialla FaccinaRossa COM’ERA E COM’E’ TUTTO HA UNA STORIA.  

Partendo dai propri ricordi, con l’aiuto di oggetti d’affezione, immagini, fotografie e disegni che li hanno resi memorabili, i bambini cercheranno di comprendere il significato del tempo. Questi ricordi concreti verrano singolarmente raccolti in una scatola che costituirà il “loro” prezioso passato; la tangibilità degli oggetti e il racconto degli avvenimenti che tali oggetti rievocano, porterà l’attenzione dei bambini sulle numerose tracce del passato che riempiono la nostra vita. Accompagnati in questo piccolo e personale viaggio da alcuni oggetti e dalle loro trasformazioni nel tempo (un telefono, un videogioco, una macchina fotografica, un disco in vinile, una penna e un calamaio…), si avvicineranno in punta di piedi al concetto di storia.

A2. 4Faccine INTERVISTA CON UN ARCHEOLOGO.

Chi è? Che cosa fa? Quali sono i suoi strumenti?

Queste alcune delle domande che i bambini potranno rivolgere a un archeologo, strano personaggio che intraprende avventurose imprese nella fantasia di molti ma che ogni giorno si confrontà con difficili e concrete realtà. Attraverso le risposte, il nostro protagonista illustrerà il suo mestiere coinvolgendo i bambini in un’ immaginaria caccia al tesoro in cui anche il più piccolo e insignificante oggetto ritrovato ha la sua importante storia da raccontare. Mostrando i suoi inseparabili strumenti di lavoro, le più semplici tecniche di recupero e una campionatura di materiali archeologici, svelerà ai bambini ogni curiosità sul mondo dell’archeologia.

A3. FaccinaRossa FaccinaVerde FaccinaCeleste UN GRUPPO DI AMICI.

Chi sono, cosa fanno e perché.

Molti bambini paragonano l’archeologo a un investigatore del passato, solo in pochi però sanno che per svolgere accuratamente le proprie indagini, questo attento detective si avvale di alcuni “amici” specializzati in alcune importanti discipline. Il geologo, l’antropologo, il paleontologo, il paleobotanico, il numismatico, l’epigrafista, il restauratore sono solo alcuni tra i numerosi specialisti che affiancano e aiutano l’archeologo nell’analisi e recupero dei dati. Attraverso la seriazione di alcuni materiali archeologici, i bambini rivestiranno il ruolo di ogni singolo specialista coinvolto in uno scavo archeologico e collaboreranno insieme nell’elaborazione dei dati proprio come “un gruppo di amici”.

I laboratori

B1. 4Faccine OCCHI APERTI: RICOGNIZIONE DI SUPERFICIE.

Si tratta di una vera e propria ricerca sul campo di reperti e indizi. L’attività proposta consiste nel percorrere un’area a piedi alla ricerca di resti o manufatti visibili in superficie. La ricognizione di superficie è una tecnica che consente l’identificazione sistematica di siti archeologici recuperando informazioni riguardo alla dislocazione, distribuzione e organizzazione territoriale delle culture del passato. Durante questo utile metodo di ricerca i bambini potranno raccogliere, suddividere, classificare e disegnare tutti i materiali utili per l’individuazione di un sito archeologico.

B2. 4Faccine ARCHEOLOGI PER UN GIORNO.

Ecco un’esperienza altamente formativa che permetterà di immergersi nella storia vivendo l’emozione della scoperta. Si tratta di un’interessante e coinvolgente attività suddivisa in due fasi: la prima teorica, in cui verranno illustrate le tecniche e le metodologie dello scavo archeologico e la seconda, del tutto pratica, durante la quale i partecipanti sperimenteranno direttamente, in uno spazio che riproduce uno scavo archeologico, le tecniche dello scavo stratigrafico, la documentazione grafica e fotografica delle evidenze, il primo trattamento dei reperti rinvenuti (lavaggio, inventario e prima interpretazione).

B3. 4Faccine DAL FRAMMENTO AL VASO INTERO.

Tutti i reperti recuperati in uno scavo archeologico vengono conservati in grandi e polverosi magazzini. I più fortunati sono successivamenti oggetto di studi approfonditi in laboratorio. Tra tutto il materiale raccolto larga parte è spesso costituita da materiale ceramico. Compito dell’archeologo è quello di ricomporre e riconoscere, attraverso l’analisi dei frammenti, le diverse forme vascolari. Dai frammenti ceramici i bambini cercheranno di ricostruire il vaso intero comprendendo così l’importanza che la ceramica ha rivestito nelle varie epoche storiche e il suo grande valore scientifico nell’insieme dei ritrovamenti archeologici.

B4. FaccinaRossa FaccinaVerde FaccinaCeleste A CACCIA DI SOMIGLIANZE.

Lo studio dei manufatti accompagna spesso il recupero dei materiali in un contesto archeologico. Partendo dall’analisi di alcune categorie di materiale che più comunemente si rinvengono nei siti, si affronteranno e conosceranno le tecniche e le finalità dell’analisi tipologica. Dopo aver realizzato i disegni dei reperti, i bambini individueranno somiglianze e associazioni tra i manufatti riprodotti, proponendo così una personale “tipologia”.

B3. FaccinaRossa FaccinaVerde FaccinaCeleste CACCIATORI PALEOLITICI.

Il laboratorio fornisce la possibilità di acquisire una conoscenza scientifica degli strumenti in pietra preistorici e della loro antica funzione. Si imparerà a conoscere quali sono le caratteristiche che contraddistinguono un manufatto preistorico in selce e l’evoluzione delle tecniche di scheggiatura dell’industria litica. Attraverso dimostrazioni pratiche e sperimentali verranno insegnate le nozioni di base della scheggiatura della selce, realizzando con l’archeologo alcuni manufatti litici. Si illustreranno le tecniche e i tipi di immanicatura dei manufatti. Infine, attraverso una collezione sperimentale di confronto si forniranno delle informazioni preliminari riguardanti l’analisi funzionale dell’industria litica, ovvero come i ricercatori, attraverso lo studio al microscopio dei margini dei manufatti litici, determinano le azioni effettuate e i materiali lavorati dai gruppi preistorici.

B4. FaccinaGialla FaccinaRossa FaccinaVerde ANTICHI ARTISTI.

Alla scoperta dell’arte dei cacciatori della Preistoria. Usando i pigmenti naturali minerali e vegetali si disegnerà secondo le tecniche pittoriche attestate durante l’ultima fase del Paleolitico. Si procederà alla preparazione del colore mescolando il pigmento con leganti (grasso animale) e diluenti (acqua) seguendo il metodo dell’epoca. Con una tavolozza di colori, realizzata con supporti in pietra, conchiglie e foglie, si procederà alla sperimentazione delle varie tecniche di pittura, impiegando come pennelli, del pelame di animali, delle fibre vegetali, dei carboncini, dei tamponi naturali, delle cannucce per la pittura a spruzzo e le dita delle mani. I disegni e le pitture realizzate su ciottoli e/o lastre in pietra, si ispireranno alle raffigurazioni parietali rinvenute nelle principali grotte del Paleolitico francese e italiano.

B5. FaccinaGialla FaccinaRossa FaccinaVerde IL CERAMISTA NEOLITICO.

Partendo dalla materia prima, l’argilla, si fabbricheranno dei vasi sul modello delle forme vascolari neolitiche, seguendo le tecniche di lavorazione e di decorazione tipiche del periodo in esame.

 

Le visite guidate e gli itinerari tematici proposti

C1. FaccinaRossa FaccinaVerde FaccinaCeleste IL SITO PALEONTOLOGICO DE LA POLLEDRARA DI CECANIBBIO*.

Il giacimento de La Polledrara, localizzato tra la Via Boccea e la Via Aurelia, rappresenta uno dei più ricchi depositi paleontologici esistenti. All’interno di una struttura museale di 900 mq, il visitatore, attraverso una passarella sospesa, potrà apprezzare l’antico alveo di un fiume sul cui fondo nel corso di 2 o 3000 anni, si sono accumulati numerosi reperti faunistici. Un salto nel passato fino a 3000 anni fa, tra l’elefante antico, il bue primigenio, il lupo e gli altri grandi mammiferi dell’epoca.

C2. FaccinaRossa FaccinaVerde IL MUSEO DI CASAL DE’ PAZZI.

Situato tra la Via Tiburtina e la Via Nomentana, la struttura museale ricopre parte di un deposito pleistocenico. Il giacimento, riferibile a circa 200.000 anni fa, ha restituito oltre 2000 reperti faunistici appartenenti ad animali oggi estinti e più di 1500 manufatti litici. Il deposito di Casal de’ Pazzi permetterà, nel pieno della città moderna, di immaginare un paesaggio preistorico con le sue grandi faune, gli antichi vulcani e gruppi di uomini cacciatori-raccoglitori.

C3. FaccinaRossa FaccinaVerde FaccinaCeleste IL MUSEO DI PALEONTOLOGIA.

Il museo, collocato al secondo piano del Dipartimento di Scienze della Terra entro la Città Universitaria della Sapienza, è suddiviso in due ampi saloni espositivi di circa 600 mq. Sono esposti oltre mille reperti fossili sia di vertebrati che di invertebrati. Attraverso una successione di vetrine e reperti fossili sarà possibile comprendere la loro evoluzione.

C4. FaccinaRossa FaccinaVerde FaccinaCeleste IL MUSEO DI ANTROPOLOGIA “GIUSEPPE SERGI”.

Racchiuso nel Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo all’interno della Città Universitaria della Sapienza, il museo ospita migliaia di reperti riguardanti la variabilità umana attuale e la storia naturale dell’uomo e degli altri primati. Le serie scheletriche di varie epoche preistoriche e storiche provenienti da tutto il mondo e la collezione craniologica di primati non umani accompagneranno il visitatore lungo il cammino dell’evoluzione e diversità umana.

C6. FaccinaRossa FaccinaVerde FaccinaCeleste IL MUSEO DELLE ORIGINI.

L’attuale allestimento delle collezioni si sviluppa attraverso un percorso cronologico con approfondimenti tematici relativi ai diversi periodi della Preistoria. Come “museo universitario”, il Museo delle Origini propone un percorso espositivo finalizzato a inquadrare culturalmente i diversi materiali e ricostruirne i modi di produzione e utilizzazione, illustrando i diversi aspetti della ricerca archeologica. Un prezioso viaggio che parte dalle prime attestazioni delle culture umane alle soglie dell’età storica.